Colonna è il nome del terzo rione di
Roma, indicato con R. III. La
forma del rione è un pezzo di puzzle, inserito fra altri rioni; il nome si deve
alla colonna di Marco Aurelio (conosciuta anche come "Antonina", dal
nome dell’Imperatore Antonino), che insieme alle colonne del tempio di Adriano,
ripercorre l’epoca dell’antica Roma: la zona fu poi popolata nel medioevo,
soprattutto nella parte pianeggiante intorno a via del Corso, dove si trovavano
abitazioni modeste e chiese. Con il ‘500 arrivano nuove case, palazzi e ville,
soprattutto grazie a papa Sisto V, che fece una nuova organizzazione delle vie..
Un pò di cose, idee, opinioni e fotografie.. un posto per me e per voi!! Benvenuti e buona lettura!
A lot of things, ideas, opinions and pictures.. a place for me and for you!! Welcome and good reading!
Un montón de cosas, ideas, opiniones y fotos .. un lugar para mí y para ti! Bienvenidos y feliz lectura!
Marta
A lot of things, ideas, opinions and pictures.. a place for me and for you!! Welcome and good reading!
Un montón de cosas, ideas, opiniones y fotos .. un lugar para mí y para ti! Bienvenidos y feliz lectura!
Marta
Visualizzazione post con etichetta bambini. Mostra tutti i post
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giovedì 19 marzo 2020
Rione Colonna
Colonna è il nome del terzo rione di
Roma, indicato con R. III. La
forma del rione è un pezzo di puzzle, inserito fra altri rioni; il nome si deve
alla colonna di Marco Aurelio (conosciuta anche come "Antonina", dal
nome dell’Imperatore Antonino), che insieme alle colonne del tempio di Adriano,
ripercorre l’epoca dell’antica Roma: la zona fu poi popolata nel medioevo,
soprattutto nella parte pianeggiante intorno a via del Corso, dove si trovavano
abitazioni modeste e chiese. Con il ‘500 arrivano nuove case, palazzi e ville,
soprattutto grazie a papa Sisto V, che fece una nuova organizzazione delle vie..Rione Trevi
Trevi
è il nome del secondo rione di Roma, indicato con R. II. L'origine del nome non
è molto chiara, ma l'ipotesi maggiore è che provenga dal latino trivium, che
indica un incontro di strade (tre vie per la precisione) in una piazzetta, al
lato della moderna piazza di Trevi. Lo stemma con tre spade, indicherebbe
infatti le tre strade che si incontrato ed incrociano.
C'è però una diversa teoria: Trevi viene dal nome della località da cui
l'Acqua Vergine traeva l'acqua durante il medioevo. Infatti le antiche sorgenti
erano state abbandonate a favore di altre situate in una zona chiamata TrebiumRione Monti
Monti
è il nome del primo rione, indicato con R. I. Il nome deriva dai colli che si
trovavano all'interno dei suoi confini: il colle Esquilino, il Viminale, parte del Quirinale e del Celio. Oggi il Quirinale ed il Celio non
fanno più parte di quest'area, ma per tradizione, il nome è rimasto.I Rioni di Roma
Ciao a tutti.
In questo momento delicato, vista l'emergenza per il Coranavirus, mi sono data da fare, ho preso la creatività a quattro mani e ho iniziato a registrare dei video su instagram.
Sono dei video per bambini (ma anche per far ripassare i grandi), che con linguaggio semplice equalche storiella, lasceranno qualche "sassolino" nella memoria dei più piccoli: quello che vorrei potessero fare tutti, una volta finito questo momento difficile, sia andare in giro perla città a scoprire alcune delle meraviglie che ho raccontato.
IMPORTANTE: si può accedere al link anche se non si ha un account Instagram, basta cliccare su questo link: https://www.instagram.com/p/B9pPHHvFTiA/
Qui vi parlo dell'introduzione di questo progetto!
In questo momento delicato, vista l'emergenza per il Coranavirus, mi sono data da fare, ho preso la creatività a quattro mani e ho iniziato a registrare dei video su instagram.
Sono dei video per bambini (ma anche per far ripassare i grandi), che con linguaggio semplice equalche storiella, lasceranno qualche "sassolino" nella memoria dei più piccoli: quello che vorrei potessero fare tutti, una volta finito questo momento difficile, sia andare in giro perla città a scoprire alcune delle meraviglie che ho raccontato.
IMPORTANTE: si può accedere al link anche se non si ha un account Instagram, basta cliccare su questo link: https://www.instagram.com/p/B9pPHHvFTiA/
Qui vi parlo dell'introduzione di questo progetto!
venerdì 8 febbraio 2013
Conoscere un artista: Yayoi Kusama
Yayoi Kusama è una donna profonda, pop, surreale, depressa, maniacale, allucinata e ossessiva. Ormai ultraottantenne, ha raccolto nella sua vita tanti aggettivi
disparati come la miriade di pois colorati che ha disseminato in giro
per il globo nell'ultimo mezzo secolo.
Un mondo psichedelico e puntiforme, che la madre cercava di correggere a suon di ceffoni, nel 2012 è stato celebrato attraverso un tour della sua "opera omnia", da Parigi a Madrid, partendo dalla Tate Modern di Londra per arrivare al Withney Museum di New York, e sbarcare sugli scaffali patinati della celebre casa di moda Louis Vuitton.
Quella di Yayoi è un'arte provocatoria che, attraverso mega opere da esterni, tele lunghe decine di metri, infinity rooms, sculptures a temi sessuali, perfomance di denuncia, ha precorso i tempi ed elettrizzato il dibattito estetico negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Un'artista giapponese temprata dalla rigidità dell'educazione famigliare, dal rigore formale della pittura tradizionale Nihonga, dall'estenuante lavoro ripetitivo nelle imprese tessili in periodo di guerra -e dagli onnipresenti disturbi mentali- ha saputo dar vita a un'espressione artistica che "lotta ai confini della vita e della morte", in bilico tra genio e follia. Un'arte sulla soglia del Paese delle meraviglie.
Oggi la voglio far conoscere perchè ha realizzato la grafica per "Le avventure di Alice nel Paese delle meraviglie", rendendola psichedelica, imprevedibile,
coloratissima, leggera come l’aria
e profonda come la notte.
Il libro, un grande classico, è
riletto attraverso il potere
dell’immaginazione di una fra
le più trascinanti e inventive
artiste del nostro tempo. Una bambina che vive in un mondo meraviglioso. Ma diverso. Tutto a pois!
Questo video riassume con taaaaaanti fotogrammi il lavoro del libro della Kusama. E' un mondo davvero divertente e colorato, che piacerà a tutti!!
Un mondo psichedelico e puntiforme, che la madre cercava di correggere a suon di ceffoni, nel 2012 è stato celebrato attraverso un tour della sua "opera omnia", da Parigi a Madrid, partendo dalla Tate Modern di Londra per arrivare al Withney Museum di New York, e sbarcare sugli scaffali patinati della celebre casa di moda Louis Vuitton.
Quella di Yayoi è un'arte provocatoria che, attraverso mega opere da esterni, tele lunghe decine di metri, infinity rooms, sculptures a temi sessuali, perfomance di denuncia, ha precorso i tempi ed elettrizzato il dibattito estetico negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Un'artista giapponese temprata dalla rigidità dell'educazione famigliare, dal rigore formale della pittura tradizionale Nihonga, dall'estenuante lavoro ripetitivo nelle imprese tessili in periodo di guerra -e dagli onnipresenti disturbi mentali- ha saputo dar vita a un'espressione artistica che "lotta ai confini della vita e della morte", in bilico tra genio e follia. Un'arte sulla soglia del Paese delle meraviglie.
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| L'artista mentre lavora |
| Un particolare del libro |
martedì 29 gennaio 2013
Foto del giorno #16 - Super eroi
Il mondo del www mi lascia sempre stupita, ogni giorno trovo qualche immagine curiosa e bella che mi piace condividere con voi.
Oggi si parla di un tema delicato: i bambini in ospedale.
Ma per rendere il tema più leggero, vi parlerò di una bella iniziativa presa all'ospedale pediatrico a San pietroburgo.
Infatti, per far sorridere i piccoli ospiti, i lavavetri si sono letteralmente mascherati dai Super Eroi dei fumetti, per uscire qualche sorriso ai pazienti.
In tema con il carnevale, i Super Eroi si sono dati da fare come sempre, rendendo l'ospedale puliti e i bimbi più allegri!!!
Qui vediamo lo spettacolo che si sono trovati davanti le finestre i piccoli degenti, ma anche il simpatico show che tutti insieme, i lavavetri hanno dato stando attaccati tutti insieme! Davvero un momento simpatico da condividere anche con voi!!
Oggi si parla di un tema delicato: i bambini in ospedale.
Ma per rendere il tema più leggero, vi parlerò di una bella iniziativa presa all'ospedale pediatrico a San pietroburgo.
Infatti, per far sorridere i piccoli ospiti, i lavavetri si sono letteralmente mascherati dai Super Eroi dei fumetti, per uscire qualche sorriso ai pazienti.
In tema con il carnevale, i Super Eroi si sono dati da fare come sempre, rendendo l'ospedale puliti e i bimbi più allegri!!!
Qui vediamo lo spettacolo che si sono trovati davanti le finestre i piccoli degenti, ma anche il simpatico show che tutti insieme, i lavavetri hanno dato stando attaccati tutti insieme! Davvero un momento simpatico da condividere anche con voi!!
venerdì 14 dicembre 2012
Conoscere un artista: Marta Simeon
Oggi vorrei parlarvi di arte.
Ma di quella che non è conosciuta da tutti.
Vorrei parlarvi di una giovane artista spagnola, mia omonima.
Vi presento Marta Simeòn Micò.
La Simeòn usa molto il colore e un tipo di grafica semplice, quasi da bambino. Il colore è usato in modo deciso nelle sue opere, con contrasti evidenti, creando armoniose visioni.
Marta Simeòn partendo dalla xilografia e quindi dall’intaglio su legno crea una serie di immagini semplici quasi oniriche, con l’ausilio anche delle tecniche calcografiche e del collage. La sovrapposizione delle matrici intagliate, incise ed inchiostrate con rulli pregni di colori diversi (dal verde all’azzurro con l’uso del nero per definire a volte le forme) crea un’immagine vibrante e delicata allo stesso tempo.
Ve la volevo raccontare così e poi farvi vedere qualche cosa fatta da lei.
Davvero ci si scioglie e con la fantasia, si fanno dei viaggi bellissimi..
Ma di quella che non è conosciuta da tutti.
Vorrei parlarvi di una giovane artista spagnola, mia omonima.
Vi presento Marta Simeòn Micò.
La Simeòn usa molto il colore e un tipo di grafica semplice, quasi da bambino. Il colore è usato in modo deciso nelle sue opere, con contrasti evidenti, creando armoniose visioni.
Marta Simeòn partendo dalla xilografia e quindi dall’intaglio su legno crea una serie di immagini semplici quasi oniriche, con l’ausilio anche delle tecniche calcografiche e del collage. La sovrapposizione delle matrici intagliate, incise ed inchiostrate con rulli pregni di colori diversi (dal verde all’azzurro con l’uso del nero per definire a volte le forme) crea un’immagine vibrante e delicata allo stesso tempo.
Ve la volevo raccontare così e poi farvi vedere qualche cosa fatta da lei.
Davvero ci si scioglie e con la fantasia, si fanno dei viaggi bellissimi..
venerdì 7 dicembre 2012
Pigotta Unicef
Oggi non voglio parlarvi solo di una foto, di alcune emozioni o altro, ma di una bellissima campagna dell'Unicef, che conduce ormai da molti anni e aiuta a salvare ed aiutare molti bambini.
Tutti abbiamo sentito parlare della Pigotta, ormai emblema dell'UNICEF. Ma che cos'è in effetti cosa significa acquistarne una?
La famosissima bambola di pezza, ha un grandissimo significato: permette ad un bambino o ad una bambina, nati in un paese lontano, di avere la speranza di diventare grande; infatti con il valore della donazione della Pigotta, l'UNICEF riesce a fare tutte queste cose:
La famosissima bambola di pezza, ha un grandissimo significato: permette ad un bambino o ad una bambina, nati in un paese lontano, di avere la speranza di diventare grande; infatti con il valore della donazione della Pigotta, l'UNICEF riesce a fare tutte queste cose:
1. Assicurare un'ostetrica alla mamma che partorisce
2. Istruire la mamma sull'importanza dell'allattamento al seno
3. Fornire un kit di sopravvivenza con barrette ad alto potere nutritivo e sali minerali reidratanti
4. Un kit di antibiotici e di vermifughi
5. Cinque vaccinazioni e la catena del freddo perchè restino efficaci
6. Una Tenda Medicata della durata di cinque anni per la prevenzione della malaria
Ora sapete il valore intrinseco di questa specialissima bambola. Volete adottarne una? Cliccate QUI!
2. Istruire la mamma sull'importanza dell'allattamento al seno
3. Fornire un kit di sopravvivenza con barrette ad alto potere nutritivo e sali minerali reidratanti
4. Un kit di antibiotici e di vermifughi
5. Cinque vaccinazioni e la catena del freddo perchè restino efficaci
6. Una Tenda Medicata della durata di cinque anni per la prevenzione della malaria
Ora sapete il valore intrinseco di questa specialissima bambola. Volete adottarne una? Cliccate QUI!
In molte delle piazze, circa più di 600, della nostra bella Italia,
sarà possibile adottare e portare con sè a casa una splendida pigotta.
La campagna sarà attiva per tutto il mese di Dicembre, in particolare
durante i giorni 22 e 23 dicembre 2012.
Con solo pochi euro, riusciremo ad adottare la Pigotta, ma a compiere
un grande gesto. Grazie al denaro che verrà ricavato dalla vendita di
questa bambole, sarà possibile aiutare i bambini più poveri, che nel
mondo non hanno nulla, né tanto meno farmaci per potersi curare. Il tutto infatti verrà devoluto per poter finanziare il progetto “Vogliamo
Zero”, una nuova campagna che è stata promossa da parte dell’ Unicef,
per poter aiutare appunto i bambini che nel mondo muoiono a causa di
tante malattie, come la polmonite, l’AIDS ma anche la malnutrizione e
la fame. Ciò che si spera è di raggiungere il numero Zero, come numero
che identifica la mortalità e la malnutrizione dei piccoli bambini meno
fortunati dei nostri.
venerdì 30 novembre 2012
Foto del giorno #8 - Undronotto
Cosa sono gli UNDRONOTTI?
Arte come rappresentazione della storia umana ma anche del vivere
quotidiano, arte che è rivoluzionaria, in quanto
tende a modificarsi continuamente nella ricerca di nuovi metodi
espressivi antiaccademici.
Gli Udronotti, nell'immaginario artistico sono la rappresentazione fisica di un pensiero, che vede attraverso la divulgazione di arte e cultura la salvezza dell’individuo..
Gli Udronotti, nell'immaginario artistico sono la rappresentazione fisica di un pensiero, che vede attraverso la divulgazione di arte e cultura la salvezza dell’individuo..
Oggi mi ha colpito questa foto. Anzi, quest'opera d'arte. Sto parlando del quadro di Edward Hopper - Nighthawks (1942), che mostra 4 figure all'interno di un bar: il barista, un
cliente solitario e una coppia. In
questa coppia, lei sta guardando l'oggetto che ha in mano, lui tiene tra
le dita una sigaretta e ascolta quello che il barista gli sta dicendo. L'opera
comunica un senso di solitudine, di disillusione attraverso la luce spettrale del bar e la presenza quasi metafisica di
questi nottambuli..
Ma c'è di più. Perchè ecco che arriva la foto di Marco Pece..
Lo stesso quadro, le stesse pose, la stessa luce, questa volta però, invece che essere pittura su tela, l'opera è realizzata con i LEGO. Cosa curiosa che mi piace molto..
Oggi sono così, un pò artisticamente stramba, un pò bambina che si ricorda com'era allora, a sparpagliare i pezzetti in giro sul pavimento e poi via, ore a costruire e smontare..
Ho "rubato questa foto a Marco Pece alias udronotto (nato a Torino nel 1953, dove vive e lavora).
Prima affiancando ad una normale attività lavorativa la sua passione
per la pittura, ha realizzato dipinti dove la tridimensionalità è parte
integrante dell’opera, tridimensionalità realizzata con l’utilizzo dei
più svariati materiali.
Ora avvicinatosi al mondo dell’arte in via più continuativa sta percorrendo una nuova strada, utilizzando un medium particolare: i mattoncini LEGO. Il tutto scaturisce dall’esigenza di appropriarsi del mondo dell’arte, rivisitandolo e trasformando la grandezza in semplicità e immediatezza di messaggio.
Le installazioni vengono realizzate con molta attenzione ai particolari e successivamente fotografate.
L'artista ama pensare che questi lavori nati per gioco, possano avvicinare chiunque all’arte dei grandi maestri, rivolgendosi a chi, pur adulto, ha conservato la voglia di giocare, sognare e stupirsi.
Ora avvicinatosi al mondo dell’arte in via più continuativa sta percorrendo una nuova strada, utilizzando un medium particolare: i mattoncini LEGO. Il tutto scaturisce dall’esigenza di appropriarsi del mondo dell’arte, rivisitandolo e trasformando la grandezza in semplicità e immediatezza di messaggio.
Le installazioni vengono realizzate con molta attenzione ai particolari e successivamente fotografate.
L'artista ama pensare che questi lavori nati per gioco, possano avvicinare chiunque all’arte dei grandi maestri, rivolgendosi a chi, pur adulto, ha conservato la voglia di giocare, sognare e stupirsi.
martedì 20 novembre 2012
Foto del giorno #4 - Bambini
![]() |
| Sorry...but I have a dream tecnica mista su lastra di policarbonato |
Oggi è la GIORNATA MONDIALE DELL'INFANZIA e come far finta di nulla?? Ma che cos'è?? Vediamola da vicino..
Oggi cade il 21° anniversario dell'approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (20
novembre 1989) - il trattato sui diritti umani più ratificato nella
storia della comunità internazionale e il più importante strumento
giuridico di enunciazione e tutela dei diritti di ogni bambino e
bambina, ragazzo e ragazza.
lunedì 18 giugno 2012
Ricordi d'infanzia
Sono giorni che la canticchio o che la sento tra radio e youtube.
Ebbene si, è tornata!!
Hanno ucciso l'uomo ragno è il primo album degli 883, pubblicato nel 1992.
L'album raggiunse il primo posto nella classifica arrivando a vendere 650.000 copie e ricevette il disco di diamante. L'album rimase in testa alle classifiche per 10 settimane di seguito.
Il successo ottenuto dall'album sorprese lo stesso Max Pezzali (come egli dichiarò qualche anno dopo) il quale aveva sempre scritto e cantato canzoni "per divertimento, per passione" senza avere un preciso progetto musicale. In questo album vi è, oltre che i sonori pop e rock, anche il rap.
Il 12 giugno, appena pochi giorni fa, in occasione dei vent'anni di carriera di Max Pezzali, è stato pubblicato Hanno ucciso l'uomo ragno 2012, che riprende il contenuto dell'album originale, però in chiave rap con la partecipazione di vari artisti italiani del genere, tra i quali J-Ax, Entics, Two Fingerz e Club Dogo.
Nell'album è presente anche l'inedito "Sempre noi" cantato da Max Pezzali e J-Ax, singolo di lancio. A casa non si fa altro che cantare a squarcia gola, anche perchè il mio compagno è nella fase "Club Dogo e J-Ax", un pò per tornare ragazzi, un pò perchè gli piacciono..
Ma ecco che nel testo dlla canzone, ritornano pezzi noti che oggi hanno un significato diverso per noi giovani-adulti: la canzone è una metafora che descrive il passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza.. nella frase "le facce di Vogue sono miti per noi, attori troppo belli sono gli unici eroi, invece lui si lui era una star ma tanto non ritornerà" ci fa capire che mentre prima si guardavano cartoni animati e si leggevano fumetti ora si leggono riviste di moda e ci si confronta con divi della televisione..
Siete nostalgici e volete riascoltare la versione originale? Ecco il video..
Ps: avete fatto caso ad alcune "faccie note"??
Ebbene si, è tornata!!
Hanno ucciso l'uomo ragno è il primo album degli 883, pubblicato nel 1992.
L'album raggiunse il primo posto nella classifica arrivando a vendere 650.000 copie e ricevette il disco di diamante. L'album rimase in testa alle classifiche per 10 settimane di seguito.
Il successo ottenuto dall'album sorprese lo stesso Max Pezzali (come egli dichiarò qualche anno dopo) il quale aveva sempre scritto e cantato canzoni "per divertimento, per passione" senza avere un preciso progetto musicale. In questo album vi è, oltre che i sonori pop e rock, anche il rap.
Il 12 giugno, appena pochi giorni fa, in occasione dei vent'anni di carriera di Max Pezzali, è stato pubblicato Hanno ucciso l'uomo ragno 2012, che riprende il contenuto dell'album originale, però in chiave rap con la partecipazione di vari artisti italiani del genere, tra i quali J-Ax, Entics, Two Fingerz e Club Dogo.
Nell'album è presente anche l'inedito "Sempre noi" cantato da Max Pezzali e J-Ax, singolo di lancio. A casa non si fa altro che cantare a squarcia gola, anche perchè il mio compagno è nella fase "Club Dogo e J-Ax", un pò per tornare ragazzi, un pò perchè gli piacciono..
Ma ecco che nel testo dlla canzone, ritornano pezzi noti che oggi hanno un significato diverso per noi giovani-adulti: la canzone è una metafora che descrive il passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza.. nella frase "le facce di Vogue sono miti per noi, attori troppo belli sono gli unici eroi, invece lui si lui era una star ma tanto non ritornerà" ci fa capire che mentre prima si guardavano cartoni animati e si leggevano fumetti ora si leggono riviste di moda e ci si confronta con divi della televisione..
Siete nostalgici e volete riascoltare la versione originale? Ecco il video..
Ps: avete fatto caso ad alcune "faccie note"??
venerdì 1 giugno 2012
Cos'è ReMida?
In questi giorni, ponendomi domande sul futuro, è rientrata un'idea che era stata fuori dal mio cervello per un pò. Così mi sono rimessa a fare un pò di ricerche, a vedere cose in rete e a ricordare quello che facevo io anni fa..
Così mi è venuta l'idea per questo post: ReMida. Cos'è? Non stiamo parlando della favola del re che trasformava in oro tutto quello che toccava.. ma ci avviciniamo!
ReMida È un progetto culturale nato a Reggio Emilia nel 1996, promosso da IREN Emilia e Comune di Reggio Emilia e gestito dall’Associazione Amici di Reggio Children, per promuovere un nuovo modo di pensare all’ecologia attraverso la valorizzazione degli scarti come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa che rispetta l’ambiente. Lo scopo di ReMida è quello di ridare nuova vita, con riutilizzo creativo, a materiali che altrimenti verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore.
Il progetto ReMida rappresenta un modo nuovo, ottimistico e propositivo di vivere l’ecologia e di costruire il cambiamento valorizzando materiali di scarto, i prodotti non perfetti e oggetti senza valore, per accedere all’idea di nuove possibilità di comunicazione e creatività, in una nuova logica di rispetto dell’oggetto, dell’ambiente e dell’uomo.
Più precisamente REMIDA è una sorta di emporio-magazzino dove i materiali raccolti in oltre 175 aziende sono adeguatamente esposti e messi a disposizione gratuitamente a scopo didattico e creativo. Il Centro movimenta ogni anno 21 tonnellate di scarti.
Bottoni, materiale plastico, lana, libri.. sono tutti a disposizione di scuole, enti sociali o culturali, associazioni culturali che operano sul territorio reggiano. Si calcola che circa 4.000 persone l’anno fruiscano dei materiali di ReMida e che 3.000 visitatori, tra insegnanti, politici, amministratori, studenti, ambientalisti o giornalisti passino di qui da tutta Italia.
E allora, che c'entro io??
Mi piacerebbe poter iniziare a realizzare qualche laboratorio ad hoc, avere la possibilità di entrare nelle scuole o con le associazioni e proporre le iniziative di ReMida.
QUALCUNO DI VOI VUOLE ESSERE CON ME? Tra poco inizierò a contattare chi di dovere e a stilare un programma. Non siate timidi, fatevi avanti con idee o solo con la vostra persona.. di cose da fare, ce ne sono davvero tante!!
Per tutte le info, potete cliccare QUI e QUI
Così mi è venuta l'idea per questo post: ReMida. Cos'è? Non stiamo parlando della favola del re che trasformava in oro tutto quello che toccava.. ma ci avviciniamo!
ReMida È un progetto culturale nato a Reggio Emilia nel 1996, promosso da IREN Emilia e Comune di Reggio Emilia e gestito dall’Associazione Amici di Reggio Children, per promuovere un nuovo modo di pensare all’ecologia attraverso la valorizzazione degli scarti come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa che rispetta l’ambiente. Lo scopo di ReMida è quello di ridare nuova vita, con riutilizzo creativo, a materiali che altrimenti verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore.
Il progetto ReMida rappresenta un modo nuovo, ottimistico e propositivo di vivere l’ecologia e di costruire il cambiamento valorizzando materiali di scarto, i prodotti non perfetti e oggetti senza valore, per accedere all’idea di nuove possibilità di comunicazione e creatività, in una nuova logica di rispetto dell’oggetto, dell’ambiente e dell’uomo.
Più precisamente REMIDA è una sorta di emporio-magazzino dove i materiali raccolti in oltre 175 aziende sono adeguatamente esposti e messi a disposizione gratuitamente a scopo didattico e creativo. Il Centro movimenta ogni anno 21 tonnellate di scarti.
Bottoni, materiale plastico, lana, libri.. sono tutti a disposizione di scuole, enti sociali o culturali, associazioni culturali che operano sul territorio reggiano. Si calcola che circa 4.000 persone l’anno fruiscano dei materiali di ReMida e che 3.000 visitatori, tra insegnanti, politici, amministratori, studenti, ambientalisti o giornalisti passino di qui da tutta Italia.
E allora, che c'entro io??
Mi piacerebbe poter iniziare a realizzare qualche laboratorio ad hoc, avere la possibilità di entrare nelle scuole o con le associazioni e proporre le iniziative di ReMida.
QUALCUNO DI VOI VUOLE ESSERE CON ME? Tra poco inizierò a contattare chi di dovere e a stilare un programma. Non siate timidi, fatevi avanti con idee o solo con la vostra persona.. di cose da fare, ce ne sono davvero tante!!
Per tutte le info, potete cliccare QUI e QUI
lunedì 14 maggio 2012
Festa della mamma: libri e ricordi.
Ho approfittato di una bella domenica, per passare delle ore tranquille con me stessa, a leggere nel parchetto dietro casa, col sole in faccia; stando comodamente stravaccata sul divano a piangere per un film che avevo già visto; andando a rovistare con un'amica in un mercatino.
Si si, ho fatto tutte queste cose.
Ma andare con Vale al mercatino dell'usato, mi è proprio piaciuta come cosa. E pensare che quando siamo arrivate, ci siamo proprio divise: io lì e lei là..
Ogni tanto ci faccio un salto, perchè mi piace vedere cosa ha dentro casa la gente (mamma mia quante statuine di Capodimonte e vecchie radio, sedie stile roccocò..) e poter riscoprire anche cose antiche, meglio dire VINTAGE, che potrebbero star bene a casa mia..
Comunque, tra le tante cose, mi sono messa a pensare che cosa potevo portare alla mia mamma (certo che sono passata anche a casa da lei, era la sua festa ieri!!) così, mi sono rimboccata le maniche e sono passata allo scaffale dei libri.
Cercavo un libro che già conoscevo, ma quasi sicuramente, se l'ho letto io l'avrà letto anche lei.. un libro dalla copertina artistica e ispirante (ma erano quasi tutti libri con trame da teenager), allora una storia un pò più interessante, ma.. insomma, troppi SE e tanti MA.
Così ci stavo rinunciando per spostarmi nel settore abbigliamento (anche io mi trovo a portare cose smesse li) quando l'occhio mi cade su una copertina arancione.
SEPULVEDA.
Un libro dolce che è diventato una storia di tutti.
STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNÒ A VOLARE.
E più che del libro in se, ero emozionata per il significato che in passato ha avuto questa storia, per me e la mia mamma.
Quando sono partita la prima volta per stare mesi lontana da loro, i miei mi scrissero un biglietto strappalacrime ma pieno d'amore. Dicevano che ero la lora gabbianella e che ora, era arrivato il momento di spiegare le ali e iniziare a volare, da sola..
Ecco perchè non ho esitato neanche un momento e ho preso il libro per regalarlo a mamma.
Gliel'ho portato e ci siamo abbracciate come quando ero piccola, con amore e trasporto.
E ogni anno, mi trovo a fare le sciocca e a recitare la poesia che ci insegnarono all'asilo, quella che la fece piangere e che sempre entrambe porteremo nel cuore..
Bambini dovete sapere
che nel mondo ci sono le fate,
ma non hanno bacchette incantate,
ma sono più buone e più care.
Sapete qual è la fatina
che da sempre vi resta vicina?
Che giunge la mani la sera,
per dire con voi la preghiera?
Nel viso ha un sorriso giocondo,
nel cuore ha un amore profondo
ha il nome più bello del mondo.
E' facile dirlo..
MAMMA!!
mercoledì 18 gennaio 2012
Le cravatte di Paolo Cenci
Prendete un bambino a New York.
Paolo Costantino Cenci ha 10 anni quando inizia a realizzare la sua idea. Paolo disegna una lucertola che decide di regalare ai suoi compagni di classe sotto forma di cravatta. Da quel giorno, la divisa della scuola newyorkese cambia, con qualche tocco personale, colorato e alla moda.
Il padre di Paolo, David Cenci, crede nel progetto e inizia a far realizzare le cravatte.
La famiglia Cenci, famiglia italiana specializzata dal 1926 nell'eleganza e nell'abbigliamento, ritrova nella terza generazione con David un nuovo brand: P.C. Progeny, che vende su internet le idee del giovanissimo Paolo.
I disegni da indossare sono il drago di Komodo, lo Stickman, le scritte "Respect" e "Legendary". Alle cravatte si aggiungeranno presto i gemelli, accessorio fashion e di culto.
Il progetto-concetto di Paolo è stato davvero buono e audace: la sua collezione è particolare e chic, con accessori che combinano la sua immaginazione giovanile, l'umorismo e la modernità e si uniscono alla raffinatezza e all'eleganza del padre.
Questo è il modo P.C. Progenie: le sue basi su basano sul concetto di sorprendente, sempre divertente, sempre elegante, nasce il nuovo tipo di impresa familiare.
Nella nuova collezione realizzata da Paolo si aggiungono nuovi sketch, il motivo dell'occhio e la parola "Life", che andranno sia sulle cravatte che sui gemelli. Alcuni disegni della prima collezione, come lo Stickman, vengono invece rivisti e rimpiccioliti.
Per saperne di più (o acquistare on line) consultate il sito: www.pcprogeny.com.
Ma la P.C. PROGENIE è molto di più: infatti per ogni acquisto saranno donari 5 dollari alla fondazione Donors Choose, che supporta le aule della scuola pubblica in tutto il paese.
DonorsChoose.org è un ente di beneficenza online che coinvolge il pubblico nelle scuole pubbliche dando alle persone un modo semplice, affidabile e personale per affrontare ingiustizie del sistema educativo. DonorsChoose.org è nato da una scuola del Bronx dove gli insegnanti hanno constatato la scarsità di materiale didattico nelle scuole pubbliche.
Il padre di Paolo, David Cenci, crede nel progetto e inizia a far realizzare le cravatte.
La famiglia Cenci, famiglia italiana specializzata dal 1926 nell'eleganza e nell'abbigliamento, ritrova nella terza generazione con David un nuovo brand: P.C. Progeny, che vende su internet le idee del giovanissimo Paolo.
I disegni da indossare sono il drago di Komodo, lo Stickman, le scritte "Respect" e "Legendary". Alle cravatte si aggiungeranno presto i gemelli, accessorio fashion e di culto.
Il progetto-concetto di Paolo è stato davvero buono e audace: la sua collezione è particolare e chic, con accessori che combinano la sua immaginazione giovanile, l'umorismo e la modernità e si uniscono alla raffinatezza e all'eleganza del padre.
Questo è il modo P.C. Progenie: le sue basi su basano sul concetto di sorprendente, sempre divertente, sempre elegante, nasce il nuovo tipo di impresa familiare.
Nella nuova collezione realizzata da Paolo si aggiungono nuovi sketch, il motivo dell'occhio e la parola "Life", che andranno sia sulle cravatte che sui gemelli. Alcuni disegni della prima collezione, come lo Stickman, vengono invece rivisti e rimpiccioliti.
Per saperne di più (o acquistare on line) consultate il sito: www.pcprogeny.com.
Ma la P.C. PROGENIE è molto di più: infatti per ogni acquisto saranno donari 5 dollari alla fondazione Donors Choose, che supporta le aule della scuola pubblica in tutto il paese.
DonorsChoose.org è un ente di beneficenza online che coinvolge il pubblico nelle scuole pubbliche dando alle persone un modo semplice, affidabile e personale per affrontare ingiustizie del sistema educativo. DonorsChoose.org è nato da una scuola del Bronx dove gli insegnanti hanno constatato la scarsità di materiale didattico nelle scuole pubbliche.
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