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, ideas, opiniones y fotos .. un lugar para mí y para ti! Bienvenidos y feliz lectura!


Marta

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mercoledì 16 marzo 2011

compleanno bagnato..

questa l'ho fatta io!
Oggi è un giorno come un altro, ma per me è un giorno speciale.
E' IL MIO COMPLEANNO!!
Ebbene si, divento un ann più grande e raggiungio la soglia dei 29.
Mia mamma mi ha preparato una meranda davvero ghiotta, visto che sono stata tutto il giorno a lavoro e, questo tempo non ci da scampo e continua a piovere da ieri, ha voluto aggiungere una nota dolce alla giornata.
Ecco a voi, il Signor Maritozzo con la panna, la crostatina di ricotta, la tortina cn crema e fragoline di bosco e la tortina di frutta!! GNAM!!
Questo ci voleva proprio oggi, che tornando a casa ero zuppa come un pulcino, un pò triste e spenta dal lavoro e assonnata!!
E che dire.. erano proprio buone. E con le candeline sopra.. erano anche belle!!

venerdì 11 marzo 2011

E il mio pensiero vola verso te..

Oggi è una giornata strana.
Un anno fa, un dolore immenso ci ha lacerato il cuore.
Erano mesi che aspettavamo che ci lasciasse, per poter trovare un pò di pace, era tempo che io avrei voluto lasciarla andare perchè non volevo farla più soffrire.
Ma quella mattina, un anno fa, qualcosa si è rotto dentro di me.
Quando nonna ci ha lasciato dormiva e spero davvero che non abbia sofferto. Tutto il dolore fisico e psicologico degli ultimi anni, l'avevano ridotta ad una persona diversa da quella che ricordavamo, ad una vecchietta con gli occhiali che le calavano sul naso, dai capelli ispidi e sbiancati dall'età e dalla stanchezza.
Lei, "un colonnello" della vita, pronta a farsi avavnti per noi, a farsi in quattro per ricevere in cambio un abbraccio o a volte, solo un sorriso.
Le mattine a fare colazione con il the e la pizza; i pranzi tornando da scuola, quando ci aspettava alla finestra perchè avevamo fatto tardi; le passeggiate in centro, con i suoi guanti di pizzo e il ventaglio sempre nella borsetta; i cappellini appena appoggiati sulla testa, che potevano rovinare l'acconciatura; le scarpe e le borse sempre abbinate; la spilla verde su cappotto di cammello; l'odore di sugo e di farina quando faceva gli gnocchi; il sottofondo televisivo di qualche soap opera; i biscotti, le medicine, i mobili.. i sorrisi, le lacrime, le sgridate, gli schiaffi..
 Tante cose che mi fanno pensare a te, oggi e tutti i giorni, ogni giorno mando un bacio al cielo sperando che tu lo colga, perchè, ogni giorno il mio pensiero vola verso te e verso tutti quelli che ci hanno lasciato.

mercoledì 9 marzo 2011

Loro e noi

Stavolta sono un pò arrabbiata. Delusa.
Sono una ventinovenne tenace, entusiasta, piena di iniziativa e voglia di fare.
Ma, vivo a casa con mamma e papà. Fondamentalmente non posso permettermi una casa (stanza forse è più appropriato), visto lo stipendio che ho. Ho un lavoro part-time che mi piace e mi da soddisfazioni (magari a camapre di quelle) e alcuni pomeriggi, sono impegnata a fare la baby-sitter.
Mi sento un pò sfigata. Sono laureata, parlo due lingue (con l'italiano 3), ho fatto esperienze di studio e lavoro all'estero e, mi ritrovo a dover combattere ogni giorno con la mia realtà, cercando di dire che c'è sempre chi sta peggio, che ho la salute, una famiglia che mi protegge e aiuta, un fidanzato che mi ama.
Ma forse NON BASTA. Non per me. PER LORO.

La mattina procede tranquilla, anche se combatto a volte con gente ignorante e solo perchè sente per telefono una voce giovane pensa di poter comandare e dare ordini, poi sono contenta perchè seguo dei progetti che a volte, mi porto pure a casa e continuo a sviluppare anche se lo potrei fare domani..; se lavoro di pomeriggio torno a casa dopo le 20, dopo essermi fatta tirare i capelli.. dopo che il cane ha fatto i bisogni in 3 punti diversi della casa (e ripeto, faccio la baby-sitter, no dog-sitter).. dopo che mi hanno detto che la cena che ho preparato non gli piace.. che preferiscono la tv con i cartoni piuttosto che giocare con me e... LORO MI DICONO:
Stai perdendo tempo, datti da fare che non concludi nulla nella tua vita.
Ok. Continuo a respirare. Cerco di fare "ohm" e farfuglio qualche parola sperando di calmarmi.
Forse LORO non si ricordano che significa essere ragazzi, essere in un'età in cui non si è donne nè bambine, in cui vorresti la tua indipendenza con la tua famiglia, ma ti trovi nel lettone a fare le chiacchiere..

 E' difficile pensare che i tuoi genitori non ti rispettino come persona, perchè non capiscono che tu soffri per tutto questo, che vorresti davvero cambiare le cose ma.. a volte non dipende solo da te.

Mando una venti-trenitina di curriculum a settimana e probabilmente cadranno nel dimenticatoio come quelli di altri illusi, giovani speranzosi ma in fondo delusi.

Vorrei essere considerata una persona che ci sta provando, che sta mettendo anima e cuore in quello che fa per sopravvire.. cercando di uscire dalla campana di vetro e facendo pensare a LORO, quanto valgo davvero, perchè a volte, è quello che abbiamo in torno che è sbagliato, non per forza solo noi..

martedì 8 marzo 2011

Generazione in fuga

Ultimamente si legge di continuo dei giovani che vanno o vogliono andare all'estero. QUESTO E' UN PAESE DI VECCHI (piccola citazione dai fratelli Coen) e a noi giovani, spesso va stretto.
Abbiamo una mentalità a volte troppo tradizionale, a volte troppo sottomessa per ammettere che le cose si potrebbero cambiare, se ci fosse la volontà di tutti. Abbiamo le nostre radici troppo radicate per scrollarci di dosso il vero peso del paese.
E allora che facciamo?? Crediamo che andare via possa essere la soluzione migliore (anche in questo siamo molto bravi: aggirare l'ostacolo e passarci oltre, invece che affrontarlo).
Io anche la penso così a volte, ma amo troppo quello che ho qui, per illudermi che quello che troverò mi soddisferà davvero. Sono molto attaccata alle mie cose, alla mia famiglia, alla mia città ed anche se spesso mi capita di pensarci, non credo che sia la soluzione giusta.
Ho tanti amici che si trovano in giro per il mondo, ma forse solo un terzo di loro è soddisfatto di quello che ha. La nostalgia è la prima cosa che ti fa pensare di aver fatto una stupidagine. E di voler tornare indietro.

Anche io mi sono trovata a metà strada tra il restare e il tornare. ben due volte.
La prima volta ero in Spagna (già il mio ragazzo si era trasferito per lavoro) ma dovevo laurearmi. Tutti mi spingevano a rimanere (tutti quelli li), ma io non ero convinta, perchè già sentivo che mi mancava qualcosa (certo, lui sarebbe rimasto, ma con il biglietto di ritorno pochi mesi dopo). Ho pensato spesso a come sarebbe potuta essere la mia vita li, ma io non sono di quel posto.. Dopo poco tempo molti amici (più di lui che miei) sono tornati in Italia, soprattutto per mancanza di lavoro li..

La seconda volta ero in Irlanda, con i documenti da fare per la tessera del lavoro, niente che mi aspettava dall'altra parte d'Europa (e tutti i miei amici che mi spingevano a rimanere), ma non ce l'ho fatta..

Il mio posto è qui. Anche se questo è un paese dove noi giovani non abbiamo voce in capitolo, dove l'unico modo per dimostrare che esistiamo è andare via e fare qualcosa di buono all'estero, DOVREMMO CERCARE DAVVERO DI FAR TORNARE LA NOSTRA ITALIA UN PAESE PER TUTTI (e non parlo a favore di uno o altro partito politico), perchè noi siamo la vera forza e basta guardarsi intorno, per accorgersi quanti siamo e quante energia potremmo impiegare, per creare un luogo migliore dove vivere.
Attenzione: una scelta c'è sempre, bisogna solo agire con cervello.. e non fargli prendere la prima strada che sembra buona.
E quando poi davanti a te si apriranno strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta. (S. Tamaro. Va dove ti porta il cuore)

venerdì 4 marzo 2011

Donne senza tempo

Qual'è la prima cosa che avete pensato leggendo il titolo?? Stranamente, come non capita mai, ho prima trovato il titolo del post e poi, mi sono messa di getto a scrivere.

Donne senza tempo, quelle donne all'antica, imbellettate con i guanti e il ventaglio nella borsetta??
Donne senza tempo, che fanno le massaie senza preoccuparsi dell'avvento tecnologico?
Donne senza tempo che devono correre da un punto all'altro, sempre con gli occhi sull'orologio.. che hanno i mimnuti contati?
Di queste donne vorrei parlare.
Non è un testo autobiografico, ma piuttosto un modo per gridare una condizione sociale, che ci fa stare sempre più tempo fuori casa o in casa, ma mai con le mani in mano.
Molte ragazze e donne che conosco aspettano il weekend davvero con "ansia", perchè finalmente si può respirare.
Non ci sono i capi che urlano, i telefoni che squillano (tranne quelle belle chiamate tra amici, per decidere l'appuntamento della serata), la pila di ppratiche sulla scrivania.. ma magari ci sono i panni da mettere in lavatrice, il frigo vuoto e la spesa da fare.. Insomma, non si sta mai tranquille E ovviamente anche gli uomini nella stessa condizione sono diventati moltissimi.
Ma la donna, deve combattere con "la famiglia" e con la gestione della casa in maniera diversa: è una chioccia e come tale, si assume ogni tipo di responsabilità.
Aumentano gli impegni e/o gli orari in cui si prolungano e anche la tecnologia asseconda queste condizioni: ci sono corsi di lingua o di cucina, audio libri e vari sul generis da mettere sul cellulare e sull'ipod; ci sono le pillole per dimagrire mentre dormi, il robot da cucina che affetta-sminuzza-trita-impasta nello stesso momento, così risparmi tempo; puoi conoscere i tempi di attesa della metro o dei bus dalla palina.. e tante altre piccole cose. ma davvero sono così all'avanguardia e utili?
E' vero, il tempo non è mai abbastanza, ma come noi oggi, anche le nostre nonne erano ben indaffarate: pensiamo a chi viveva in campagna e si occupava dell'orto, della stalla, della casa e aveva da crescere 5 o 6 figli.. eppure a volte, spostare di solo un quarto d'ora un appuntamento, ci sembra davvero una grande e grossa perdita di tempo!!

giovedì 3 marzo 2011

Non importa quello che mangi.. ma con chi lo mangi!

Stasera mamma e fratello erano impegnati all'ora di cena, così io e papà abbiamo deciso di andare a cena fuori, una serata padre e figlia.
Ieri eravamo entusiasti e pieni di idee, ma oggi la continua pioggia ci ha un pò buttato giù e anche i buoni propositi si sono un pò allentati.
Bhè, idea: andiamo a mangiare Giapponese, tanto nè a mamma nè ad Andrea facciamo certo un torto.
Perfetto, l'immagine di noi che mangiano sushi e sashimi, bacchette incrociate e sakè mi solletica la fantasia e già, non penso più che piove e che è stata una giornata un pò grigia.
Ma quando torno da lavoro, lui mi dice: "piove tanto e c'è traffico, fa freddo e sicuramente faremo tardi..". Ecco che il mio bel sogno PUF, scoppia come una bolla di sapone e io mi vedo come tutte le sere, in pigiamone davanti la tv.
Ma no!!!
"Perchè non andiamo a prenderci una pizza qui sotto"?? Ecco che mi si ri-illumina lo sguardo. Grande papà!!!
Incappucciati come se andassimo al Polo Nord scendiamo e ci rechiamo in pizzeria. E ordiniamo.
E pensare che io sognavo il sushi invece, una buona pizza al pomodoro mi ha fatto davvero molto felice.
Chiacchiere tra sorrisi e le bollicine di una birra, parlando di calcio e del lavoro, della vita e degli affitti e tutto, come se fossimo vecchi amici.
Invece, siamo solo padre e figlia. E ci hanno anche chiesto, se volevamo comprare una rosa per rendere ancora più speciale questa serata!

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