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Marta

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lunedì 28 maggio 2012

Lo chef consiglia: cucina siciliana (il mio aperitivo)

Ieri, domenica, aperitivo in un posto delizioso al centro di Roma, aperto da poco e culla delle cucina siciliana. Non vi dirò qual'è, ma vi voglio raccontare quello che ho mangiato.

Innanzi tutto, per parlare di cucina siciliana, bisogna conoscere le diverse civiltà che si sono avvicendate nella dominazione dell'isola, che hanno lasciato dal punto di vista gastronomico, un'eredità che si è mantenuta nell'arco dei secoli.

Adagiata al centro del Mediterraneo, fra Tirreno e Ionio, fin da epoche remote la Sicilia è stata un approdo naturale per i navigatori e i commercianti. La sua speciale posizione geografica ha favorito l'incontro di popoli e civiltà: la mitezza del clima, la fertilità del terreno e la pescosità dei suoi mari hanno ispirato eccezionali connubi di ingredienti locali e importati.
E' nata così una gastronomia che raccoglie le tracce di diverse culture avvicendatesi in questo territorio tanto conteso.

La Sicilia venne colonizzata dai Fenici, ( VIII secolo a.C.) ai quali seguirono i Cartaginesi e i Greci. Quest’ultimi hanno lasciato un segno ben preciso nella tradizione culinaria: introdussero vari tipi di pane, alcuni trattamenti delle olive, la salatura della ricotta, per poterla conservare più a lungo, il miele (quindi l’allevamento) e molto probabilmente fecero conoscere il vino.

Nel III secolo a.C. la Sicilia divenne una delle principali provincie romane e fu definita il “granaio di Roma”. Questa dominazione non portò particolari vantaggi, anche se la pesca e l’allevamento degli ovini ebbero un certo incremento. Dal lato gastronomico i Romani fecero conoscere l’uso di farcire pesci e verdure, la maestria nel preparare le salsicce e quella di conservare la neve dell’Etna per confezionare preparazioni a base di frutta.

Tra il V e VI secolo d.C. la Sicilia cadde sotto la dominazione dei Vandali e degli Ostrogoti i quali non lasciarono tracce gastronomiche. Successivamente la Sicilia passo sotto il dominio Bizantino che ne mantenne il controllo per circa tre secoli. Il loro influsso artistico è stato indiscutibile, dal lato gastronomico non si sono distinti in modo particolare.

E' nel 965 che gli Arabi divengono veri e propri padroni dell'Isola. Introducono la canna da zucchero, il riso, gli agrumi e l'uso, fino ad allora sconosciuto, delle droghe. La Pasticceria diviene grandissima e nasce la celebre cassata e la "cubbaita", un dolcissimo torrone di miele, semi di sesamo e mandorle. In una splendida collaborazione gastronomica tra arabi e siciliani, nasce una sorta di cucina arabo-sicula la cui influenza si estende a tutto il bacino occidentale del Mediterraneo.

Gnam.. che fame a sentir parlare di spezie, pane e focacce!! Ma che cosa ho mangiato io ieri? Tante specialità.. e per voi, solo per voi, un paio di ricette facili per poter riproporre questi piatti golosissimi (si, anche io dovrò cimentarmi, ma non mancherò! Sapete che mi piace cucinare..

Panelle
- 500 gr di farina di ceci
- 1 litro e 1/2 di acqua
- 1/2 cucchiaio raso di sale
- pepe
- prezzemolo o semi di finocchietto selvatico
- olio di semi

In un litro e mezzo di acqua fredda fate sciogliere 500 gr di farina di ceci, il sale e pepe, mescolando molto bene.
Può essere utile usare una frusta per evitare la formazione di grumi. Mettere la pentola sul fuoco e mescolare a lungo, finchè l'impasto è diventato compatto e si stacca dai bordi della pentola.
E' un'operazione faticosa ma è fondamentale che la farina sia ben cotta. Aggiungere del prezzemolo tritato o, se si preferisce un sapore più deciso, una manciata di semi di finocchietto selvatico.
Togliere la pentola dal fuoco e dare all'impasto la forma di panelle, cioè fettine rettangolari o circolari di circa mezzo centimetro di spessore. Per far ciò spalmare un pò d'impasto su un piatto piano procedendo dal centro verso l'esterno e avendo cura di mantenere costante lo spessore.
Staccare l'impasto e ricavarne 6 o 9 panelle. Continuare fino ad esaurimento dell'impasto e poi friggere le panelle in abbondante olio di semi ben caldo.

Involtini di melanzane alla siciliana
- melanzane 2 di media grandezza
- pangrattato 200g
- filetti d’acciuga sott’olio 5
- pecorino grattugiato 2 cucchiai
- primosale non stagionato 100g (a dadini)
- aglio 1 spicchio
- salsa di pomodoro 500 ml
- basilico e/o menta 1 ciuffo
- olio
- sale e pepe qb

Lasciar soffriggere in una padella uno spicchio d’aglio, aggiungere dei pomodorini tagliati a dadini, condire con sale e pepe, unire il primosale, ed infine unire il  pangrattato; a conclusione spezzare alcune foglie di menta. Preparare le fette di melanzane (a piacere possono essere fritte o alla piastra), con al centro un pò di composto preparato, chiudendo tutto quanto ad involtino. Sistemare gli involtini preparati in una teglia oleata e passarla con il pangrattato e la mozzarella, aggiungendo un altro pò di pomodorini sempre a dadini, menta, sale e pepe. Lasciare in forno fino a quando la mozzarella non si è sciolta del tutto. A scelta, si può aggiungere al composto che va dentro le melanzane anche un pò di uvetta o dei pinoli tritati.

mercoledì 16 maggio 2012

Lo chef consiglia: torta di mele.

Ascoltando per radio "Dreams are my reality", famosa colonna sonora del film "Il tempo delle mele", ho pensato di scrivere una bella ricetta.
Sarà che ultimamente mi cimento un pò di più in cucina (saranno gli ingredienti di stagione, la voglia di sorprendere lui, la voglia di farlo perchè mi va..), così vi lascio una facile-facile torta di mele (era qui il nesso con la canzone!!). Il mio lui predilige più le torte al cioccolato che con la frutta (no a strudel o crostata di frutta mista), ma a questa succulenta ricetta, non sa dire di no!!

Ecco che ci serve:
Ingredienti:
1 kg di mele golden
200g zucchero
150g farina
1 uovo
1 bustina di lievito
un pò di latte, q.b.
1 spruzzata di rum
1 pizzico di sale
burro e farina per la teglia

Preparazione:
Lavorare l'uovo intero con lo zucchero e un pizzico di sale, unire la farina e se l'impasto dovesse risultare un pò duro, ammorbidirlo con un pò di latte, fino ad ottenere una pastella liquida. A questo punto il composto sembrerà colloso ma, non disperate, così deve essere! Aggiungere il liquore e il lievito, mescolare e unire le mele, tagliate a fette o a cubetti. Una volta amalgamato il tutto, versare l'impasto nella tortiera imburrata e infarinata, metterla in forno e cuocerla a 180°C per 40 minuti (quando sarà pronta, avrà un bel colore dorato e il profumo, si espanderà per tutta casa).
Quando sarà fredda, spolverizzare con zucchero a velo.
E buon appetito! :-)


Quando ero più piccola, mi piaceva la torta quella con le mele sopra, disposte a ventaglio e un pò caramellate, ma poi per varie esigenze, mi sono ritrovata a fare la torta con le mele dentro! E tutto ha un altro fascino, perchè sembra di mangiare un ciambellone e anche chi non è incline alla frutta nei dolci, ne rimarrà estasiato (si crea un pò l'effetto sorpresa!).

Curiosità che (forse) non tutti sanno:
La torta di mele (Apple Pie) era in origine un dolce tipicamente inglese.
Con lo sbarco nel nuovo mondo, l’Apple Pie divenne un piatti tipico della zona Nord-Orientale degli Stati Uniti (il cosiddetto New England). Con il passare del tempo, tuttavia, questo dolce ebbe un tale successo in tutti gli States, da essere oggi considerato un vero e proprio dolce nazionale, tanto da essere spesso denominato semplicemente “American Pie“.
E’ nato addirittura un detto che si usa per definire qualcuno dalle profonde radici americane, un americano “doc”: “American as an apple pie” (cioè “Americano come la torta di mele”).

giovedì 5 aprile 2012

Lo chef consiglia: colazione di Pasqua

Oggi è giovedì Santo, quindi si stanno concludendo la Pasqua.
Roma ha una tradizione culinaria molto semplice (ma ottima) e una delle cose tipiche in questo perdiodo, è la TRADIZIONALE COLAZIONE DI PASQUA, che per quanto sia solamente il preludio per il ricco pranzo di festa, è molto abbondante, ricca di tante portate, sia dolci che salate. Noi ce la mettiamo tutta per rispettare questa tradizione, anche se con gli anni si è andata perdendo.
Per la religione cristiana questo momento serve a celebrare la fine del digiuno e il ritorno alla vita. Seppur con significati diversi troviamo sulle tavole ebraiche le stesse portate: l’agnello simboleggia per questa religione non il corpo di Cristo, ma la liberazione dalla schiavitù, e le uova, altro importante simbolo, sono per i cristiani un simbolo di resurrezione, mentre per gli ebrei danno loro il significato di nuova vita.

Per allestire come si deve la tavola per questa importante occasione, bisogna apparecchiare come per un pasto normale, quindi con tutte le posate, piatti e bicchieri, e non come per una normale colazione. Tipica è la pizza sbattuta, una sorta di pan di spagna, per la parte dolce della colazione, che di solito si mangia con le uova di cioccolato. Fin da quando ero piccola, la colazione pasquale era l'occasione per farci scartare le uova, così potevamo gustarci le nostre sorprese senza doverle litigare con i cuginetti a pranzo.

La parte salata è molto ricca, con piatti che è strano immaginare di mangiare la mattina presto. Ogni famiglia ha le proprie tradizioni, per esempio solo in alcune case si cucina la frittata di carciofi: il carciofo fa parte della tradizione romana sotto varie tipologie, da quello cucinato alla romana o alla giudia, dalle frittelle o quello della coratella, piatto d'obbligo nelle cose più tradizionali nelle colazioni o pranzi pasquali.
Possono esserci sulla tavola anche delle torte salate, da preparare secondo il gusto della famiglia. Non mancano mail le uova sode (mia mamma le cuoce solo per simbolo, perchè con il caffèlatte non è che ci stiano proprio bene..) che da piccoli erano sempre dipinte o con adesivi colorati, la corallina, un particolare tipo di salame da mangiare insieme alla torta pasqualina.

Questo è un momento molto importante per la tradizione romana, tuttavia se avete ospiti, non pretendete che provino necessariamente tutto quello che c'è in tavola, piuttosto assicurategli un buon caffè e una fetta di colomba e invitatelo a provare la cioccolata delle uova con la pizza sbattuta.
Ovviamentente nel frattempo, a casa degli zii la nonna prepara il pranzo (ciao nonna, ti immagino ancora in cucina con i beccucci in testa e la parannanza legata in vita). Ovviamente è in stile "tutto incluso", per non farsi mancare nulla: si inizia con un antipasto all’italiana, brodo di carne, fettuccine all’uovo con sugo, carne in umido e contorno di verdure (meglio se fritte con la pastella: carciofi, broccoli, zucchine, mela, borragine, l'agnello arrosto con le patate, profumato con aglio e rosmarino, la coratella di abbacchio, le puntarelle con aglio e alici pestati; per dolce la pizza ricresciuta, o la colomba pasquale e altra cioccolata. Ovviamente, si cucina per un esercito e qullo che avanza del pranzo, viene per tradizione, usato il giorno dopo per festeggiare la Pasquetta..

mercoledì 28 marzo 2012

Non mettete ostacoli davanti ad una donna affamata.

E' vero.
Si, l'ho scritto io "Non mettete ostacoli davanti ad una donna affamata". E vi state chiedendo il perchè..
Per quanto sembri una perfetta magrolina con taglia 38, effettivamente, so essere alquanto voracina.

In ufficio da un paio di giorni, si sta mettendo tutto sottosopra e ogg, è arrivato il momento di smembrare il parquet. Già la mia scrivania è stata lasciata in balia di polvere e scatoloni e, la mia nuova postazione è nell'altra stanza. Ho il pc completo, l'agenda, il calendario e il portapenne. Il resto, è rimasto tutto chiuso nei casseti della scrivania.

Ieri mattina per il mio break "quatta quatta" sono andata a prendermi una merendina (si, ho il cassetto con le merendine e i succhi di frutta.. che ci posso fareeeeee) e me la sono mangiata in silenzio davanti al pc. Stamattina invece, vado dillà a prendere delle cose e.. VEDO CATASTE DI LEGNO appoggiate in qualsiasi lato e direzione del mio bel tavolo. Sgrano gli occhi e il parquettista mi fa "credo che per oggi, rimarrà tutto chiuso dentro".
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Sorrido, dico "andrò dopo a prendermi il caffè visto che hai chiuso la mia merenda" (proprio così, M-E-R-E-N-D-A).. e vado vi a triste.
Poi, verso l'ora X, sono tutti fuori (pire il parquettista è uscito a fumare una sigaretta per strada) e.. mi intrufolo e TA DAN.. Ecco che riesco ad aprire il cassetto e a infilare la mano per prendere QUALSIASI COSA.
Ovviamente ho mangiato con così tanto gusto la mia "barretta zero zuccheri-basso calorie", che sembrava non finire mai.

Ecco perchè: non mettetemi davanti ostacoli, se vedete che sono affamata..

NB: questo aneddoto è reale, successo circa alle ore 11 di questa mattina. Ora che ho anche fatto pranzo sono consapevole che sono una psicopatica :-)

mercoledì 15 febbraio 2012

La dieta senza "dieta"

Ieri sono andata dal medico. Nulla di grave. Ma parlando del più e del meno abbiamo iniziato a trattare il discorso del peso.
In questa società super-estetica il peso e il volume corporeo sono diventati la cosa più importante. Vediamo dalle riviste alla tv solo immagini di donne e uomini super muscolosi e lucidi, senza un filo di grasso, tatuaggi e (apparentemente) sicurezza in se stessi.
Io sono una persona nella media: alta 1:58 peso tra i 43 e 45 Kg. Sono esile per costituzione, ma mi ritrovo sempre quell'ombra di pancetta (e di grassetto sull'esterno coscia) che proprio non se ne vuole andare.

Non dico che sono una fissata, ma cerco di mantenermi il più possibile.
Metto creme su creme (dalle tonificatrici a quelle per gli inestetismi della cellulite), cammino molto, mi forzo a bere (l'acqua almeno 1,5 lt al giorno purifica la pelle, drena, fluidifica il sangue..), cerco di fare addominali o glutei in casa, magari di mattina che sono più carica e vado a yoga.
Però ecco, che parlando con il mio medico (eravamo io e il mio compagno li davanti) si è palesata l'idea di fare una dieta. Ma non una di quelle per dimagrire, ma sono per imparare a magiare sano. Spesso per praticità si mangiano cose unte di grassi animali, troppa pasta e poco di frutta e verdura. Così abbiamo deciso anche noi, di iniziare e vedere di mantenere il nostro peso forma e magari, trovarci depurati prima dell'estate.

Purtroppo però il concetto tradizionale di avere pasti sani non esiste più. Ormai la gente salta i pasti o mangia cibo spazzatura. Infatti come diceva ieir il mio dottore, per mantenere una buona salute, è molto importante seguire una dieta corretta, che consiste solitamente nell'assunzione di un'adeguata quantità di proteine, vitamine, fibre, carboidrati e grassi. La dieta dei 5 pasti è quella che ha raggiunto un'accettazione universale. La dieta dei 5 pasti consiste nel disporre di poco cibo a intervalli regolari di tempo.

Il piano di dieta consiste di solito nell'avere frutta e biscotti per la colazione insieme a tè o caffè, con un importo relativamente minore di zucchero. Il tè al limone sarebbe una grande opzione al posto del normale caffè o tè. L'apporto calorico della prima colazione deve essere di circa 150-175 calorie.
Tra colazione e pranzo, è consigliabile assumere dei liquidi (magari mangiando uno yogurt).
Il pranzo deve essere composto di verdure crude e un pasto adeguato, con carboidrati e proteine sufficienti.
Il tè del pomeriggio deve essere associato ad una merenda leggera. O magari ad un frutto.
La cena deve essere sempre composta da cibi ricchi di proteine.
La dieta dei 5 pasti aiuta a ridurre il grasso in eccesso dal corpo, brucia il grasso in eccesso e aiuta il corpo a diventare visibilmente più sano e bello.

E' ovvio che più la dieta verrà seguita con scrupolo e più i risultati saranno maggiori.
Avete qualche consiglio per me??  Non vi preoccupate, non voglio diventare l'ombra di me stessa, con l'idea di fare la modella. Purtroppo ho avuto in passato problemi con il cibo (tutti risolti da sola e in tempi brevi) ma ora, mai e poi mai rinuncerei a mangiare.. ad un invito a cena o che ne sò.. ovunque purchè ci sia qualcosa da mangiare!!

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