Un pò di cose, idee, opinioni e fotografie.. un posto per me e per voi!! Benvenuti e buona lettura!

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Un montón de cosas
, ideas, opiniones y fotos .. un lugar para mí y para ti! Bienvenidos y feliz lectura!


Marta

lunedì 19 novembre 2012

Foto del giorno #3 - Banksy


La ragazza con il palloncino rosso è uno dei pezzi più popolari di Banksy. 
Un pallone nel senso più letterale, è leggero, a basso costo, ed è un gonfiabile. Il palloncino è spesso utilizzato per le occasioni speciali (compleanni, Natale, San Valentino) ed è spesso collegato a clown che denotano il periodo di innocenza per bambini.

Ecco, oggi vorrei sentirmi così. Leggera e infantile. Un pò basita perchè il mio palloncino sta scappando via, ma con la curiosità di sapere dove volerà e dove si fermerà.
E mi ricordo i miei palloncini da bambina, erano un regalo molto ambito, nelle domeniche assolate in giro al parco. Con tutti quei colori non sapevo mai quale scegliere e appena tornavo a casa, me lo coccolavo come una bambola, per paura che potesse volare via..

giovedì 15 novembre 2012

Foto del giorno #2 - Sandy Skoglund

Stavo gironzolando in rete ed ecco, una bellissima foto di un'artista a 360°, Sandy Skoglug, che non è conosciuta come opera dell'artista, ma perchè è la copertina del libro di Margaret Mazzantini "Venuto al mondo". Credo che non ci sia immagine migliore, perchè la “rivalsa” dei pesci, della maternità, della Vita dunque sulla guerra, sull’odio, sugli orrori che hanno devastato Sarajevo e i suoi abitanti. Alla fine l’amore di un figlio vince su tutto, anche sull’odio in cui può essere generato.
La copertina è molto suggestiva e tutti i colori sullo sfondo verde petrolio danno un effetto speciale, di movimento, di gioia, di voglia di fare, di lottare, di vivere!
E in questi giorni, in sala il film tratto dal libro, film del 2012 diretto da Sergio Castellitto, con protagonisti Penélope Cruz e Emile Hirsch.
 
Sandy Skoglund (11 settembre 1946) è una scultrice, fotografa e installation artist statunitense, vive e lavora a New York.
Skoglund ha studiato arte (scultura, fotografia, cinema) all'Università dell'Iowa e storia dell'arte alla Sorbona. Il suo primo lavoro noto è Radioactive Cats del 1980, una monocroma stanza grigia abitata da due anziani personaggi immobili e da una grande quantità di gatti verdi.
 Da allora Skoglund realizza installazioni ambientali utilizzando oggetti quotidiani, piccole sculture e materiali da lei disegnati e fabbricati. Crea dimensioni surreali in cui dominano colori uniformi e irreali che poi fotografa, rendendole ancora agghiaccianti attraverso l'appiattimento dei rapporti luce/ombra in sede di ripresa e lo sfruttamento dei colori vivi delle cibachrome su alluminio. Produce circa un'immagine all'anno curandone ogni minimo dettaglio. Ogni installazione viene costruita con tecniche diverse ed è dotata di significato autonomo, indipendente dalla realizzazione fotografica finale, la quale tuttavia risulta essere unico oggetto espositivo in virtù delle comuni nozioni circa la fotografia come medium riproduttivo, a rappresentare l'artificiosità del mondo contemporaneo.

mercoledì 14 novembre 2012

Blue jeans

Si inaugurerà a breve una grandiosa mostra a Utrecht che ripercorrerà la storia dell’indumento più famoso degli ultimi decenni


“Vorrei aver inventato i blue jeans: il più spettacolare, il più pratico, il più rilassato e nonchalant. Essi hanno espressione, modestia, sex appeal, semplicità - tutto quello che spero per i miei abiti.” Parola di Yves Saint Laurent, e allora c’è da crederci!
Anche perché si parla di un prodotto venduto in milioni di capi e divenuto simbolo di libertà, gioventù, ribellione. Ma entrato anche nel mondo dell’alta moda, dell’arte, della cultura come nessun altro abito o accessorio di moda. 

Ed è per questo che il Centraal Museum Utrecht, il più antico museo municipale d’Olanda, fondato nel 1830, celebra la storia dei blue jeans, o più semplicemente i “jeans”.
Nati secondo tradizione a Genova utilizzando fustagno tinto di indaco originario a sua volta di Nimes (da cui il termine “denim”) i blue jeans, termine adottato dal 1567 e derivato da “bleu de Genes”, sono semplici pantaloni da lavoro usati dai marinai. Nel 1853, in seguito alla febbre dell’oro esplosa in California, l’imprenditore di origine tedesca Levi Strauss apre un negozio a San Francisco dove inizia a produrre i primi capi d’abbigliamento in denim insieme al sarto Jacob Davis: nasce così la Levi Strauss & Co.
Fino al secondo dopoguerra i jeans sono semplici pantaloni da lavoro, comodi e resistenti, per poi imporsi come simbolo della gioventù ribelle degli anni ‘50 e da allora capo immancabile nel guardaroba di tutti noi. Se volete scoprirne di più non resta che aspettare l’inaugurazione della mostra “Blue Jeans”, il 24 novembre prossimo, e tuffarsi nel mondo dei jeans!




martedì 13 novembre 2012

Foto del giorno #1 - Anguria

© meloncholie, 2010 by sarah illenberger. fine art print, 40 x 60 cm, ed. of 50. courtesy of gestalten
Oggi va così..
Una foto che mi ha fatto sorridere.
Piove, no c'è il sole.. è autunno, no fa caldo..
Allora, mi sono detta: "questa è o no perfetta per queste giornate un pò confuse??"

Buona confusione a tutti!!

Sarah Illenberger, artista di Monaco, classe 1976, ha studiato graphic design alla london’s central saint martins.

martedì 6 novembre 2012

Roma e il cinema

Roma Set Mundi. Ovvero, il cinema di un secolo intero ha guardato di volta in volta alla capitale come musa ispiratrice o come centro produttivo principe, come patria di un glorioso passato o come metropoli con le sue stravaganze mondane e con le sue sacche di povertà ed emarginazione.
Roma, con questa veste, ricca e sfuggente, mantiene comunque saldo il suo posto nell’immaginario cinematografico, a cui sa sempre dispensare l’energia dei suoi luoghi e della sua storia.
Così, tra finzione e realtà, il rapporto tra Roma e il cinema si perde nella storia..
Roma tra realtà e finzione, la città reale e la città ricostruita, la città filtrata attraverso gli sguardi, le luci, le ombre, le atmosfere, il cinema e la fotografia, l’impianto urbano ed il suo condizionare le scelte delle riprese, gli sfondi architettonici e i primi piani degli attori sono le molteplici chiavi di lettura..

Tanti sono i film girati in questa città e che ne hanno raccontato la storia ed il carattere, spiandola e riprendendola da ogni angolazione possibile. Tra Roma ed il Cinema è stato sicuramente un matrimonio felice, nel quale Roma ha portato il suo passato ricco di storia e di episodi leggendari, i suoi monumenti conosciuti in tutto il mondo, i suoi cittadini dimostratisi attori unici per la loro amabilità e spontaneità: Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Gigi Proietti e Carlo Verdone ne sono soltanto un piccolo esempio.

Il Cinema, da parte sua, ha contribuito ad aumentare la fama di Roma, mostrandone in un numero indefinito di pellicole gli angoli unici e meravigliosi, al punto che alcuni di essi sono divenuti il simbolo stesso del film: chi non ricorda la scena realizzata nella Fontana di Trevi da Anita Ekberg nel film "La Dolce Vita" di Fellini, sul Colosseo da Alberto Sordi nel film "Un Americano a Roma" di Steno o a Piazza di Spagna da Audrey Hepburn e Gregory Peck nel film "Vacanze Romane" di William Wyler? La volontà di "Roma nel Cinema" inoltre è quella di svelare al visitatore i luoghi rappresentati nelle pellicole cinematografiche meno recenti e metterli a confronto con quelli attuali, così da verificarne il cambiamento.

Oggi il mio omaggio va alla mia città, perchè spesso mi capita durante le mie visite guidate, di sentirmi chiedere: "dove hanno girato questa scena?.. Ma davvero è qui che hanno fatto quella..", quindi sorridendo, ho pensato di mettere alcune foto in omaggio a ciò.
Spero vi piacciano!!

"Noi due soli", Scalinata del Campidoglio

"Angeli e Demoni", Castel Sant'Angelo

"Vacanze Romane", Piazza di Spagna

"From Rome with Love", Fontana di Trevi
"Cronaca Familiare", Ponte Fabricio e Sinagoga

"Mangia, prega, ama", scorcio di Trastevere

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