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Marta

martedì 22 novembre 2011

La mia paura

Oggi vi parlo di una cosa curiosa.
Da qualche anno, ahimè, soffro di crisi di panico, ma non comuni come può capitare a molti, ma a crisi di panico dovute alla visione di statue.
Ebbene si. Sono laureata in Storia dell'Arte e la cosa per cui soffro è strettamente legata a quello che amo e che dovrebbe diventare il mio lavoro.
Solo con le statue, al solo pensiero di vederne una da lontano sudo freddo, mi viene da piangere a pensare di guardarle negli occhi, ho il terrore. E sono impotente a questa cosa. Il cuore comincia a tamburellare improvvisamente nel petto, il respiro si spezza, le mani tremano, e tutto perché c'è una statua nei dintorni. Si tratta di reazioni fobiche, di quelle paure angosciose di carattere patologico, quei timori che assalgono irrazionalmente milioni di persone.

Sicuramento ho vissuto un trauma che l'inconscio si rifiuta di ricordare e mi manda segnali con l'oggetto della paura, le statue, che forse, di per sé, hanno un significato molto più profondo.
La cosa strana è che da piccola non avevo mica questa fobia, si è sviluppata soltanto più tardi, e non so neanche io il perchè; basta non incrociare statue o peggio, fissarle negli occhi, toccarle.. oppure avvicinarmi..

Il termine fobia (dal greco φόβος “paura”) è un’irrazionale e persistente paura di certe situazioni, oggetti, attività o persone. Il sintomo principale di questo disturbo è l’irrefrenabile desiderio di evitare il soggetto che incute timore.
Pur essendo spesso legata, apparentemente, a un oggetto o una situazione concreta, il contenuto psicologico che è alla base della fobia non coincide con quell’oggetto, che svolge semplicemente il ruolo di motivazione occasionale della crisi fobica.

E' deprimente perchè fino ad ora mi sono preclusa molte cose o sono rimasta terrorizzata molte volte.
Purtroppo la gente che mi sta vicino non sempre capisce questo problema e per spronarmi a vincere la paura, mi porta in posti pieni zeppi di statue. Spesso non posso entrare in chiese che non conosco, se non accompagnata; non vado nei musei con grande statuaria (ho dovuto rinunciare a fare alcune visite guidate, perchè non sapevo come comportarmi..) e se posso, passo alla larga anche nelle statue all'aria aperta.
La cosa strana però, è che se vado ai Musei Vaticani (corridoi interi di statue, teste, immagini di animali..), posso passeggiare tranquillamente. Ma se entro dentro San Pietro, non posso passare tra due transetti, dove ci sono i monumenti funebri.

La prima volta che ricordo questa crisi è stata dentro il Museo H.C. Andersen a Roma che custodisce la collezione delle opere (oltre duecento sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo) in spazi non proprio grandi e la visione di "qualcosa", forse un cavallo rampante, mi ha del tutto terrorizzato. Vai a capire se quel momento era solo la punta dell'iceberg!!

Cerco quando posso di fare un passo in avanti (ma quando ti si bloccano le gambe e ti si spezza il fiato vuoi solo scappare indietro), ma so bene che ho bisogno di un altro genere di aiuto. Ho contattato una persona. Vedremo che possiamo fare.
Intanto mi tengo tutti i tremori e anche la rabbia, perchè anche se rabbrividisco ogni volta, sono consapevole che dovrò superare questo ostacolo..

Ma intanto, in giro, si parla di "Automatonofobia: Paura delle cose animate, paura di tutto ciò che "simula" un essere umano." Sarà davvero questo il mio caso oppure si tratta di 'spaltung', una scissione della coscienza?. Infatti in questo caso alla vista delle statue, il raziocinio si spegne improvvisamente e si perde contatto con se stessi e la realta. All'interno del campo della coscienza, che resta lucido, si crea una sorta di anfratto, una 'caverna' nella quale, se il soggetto si trova davanti ad una scultura, si verifica un black-out del raziocinio''.

Quale sarà il mio caso? Se qualcuno vuole darmi qualche consiglio.. ben venga!!

1 commento:

  1. Cara Marta siamo in tanti ad aver sofferto di crisi di panico. Io ti posso dare un piccolo consiglio, non chiuderti in una gabbia, non lo permettere. Sei giovane ed intelligente, combatti le insicurezze e affronta la vita senza paura. Un bacio

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