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Marta

venerdì 2 dicembre 2011

Una serata al MACRO

Sono entrata dal cancello sul retro, insieme agli addetti ai lavori. Con la mia amica Silvia, che mi ha gentilmentee girato l'invito per questa serata. Ebbene, ieri sera abbiamo partecipato all'inaugurazione della mostra presso il Macro, quella della doppia giostra di Carsten Höller, vincitore di Enel Contemporanea Award 2011.
La sala Enel del Museo d’arte contemporanea MACRO è il luogo ideale per il “Double Carousel with Zöllner Stripes“ di Höller, una doppia giostra in movimento che invita il pubblico a salirci e scendere a piacere. Si muovono, piano, pianissimo (completano il giro in 4:45 minuti), in direzioni opposte l’una all’altra dando vita con il loro moto rotatorio costante, che si rispecchia anche nel video che a loop proietta le immagini di coppie di gemelli vestiti uguali, seduti sulla giostra (un pò inquietante a mio avviso).
Come enormi mulini in cui le persone, sedute sopra, si avvicinano e si allontanano, le giostre rendono lo spettatore privo di percezione, grazie anche alla presenza delle linee visive dalle trame apparentemente incrociate (“Zöllner Stripes“), mentre tutt’intorno anche la realtà sembra rallentare. D’altronde per l’artista, l’arte è disorientamento, come è ben noto dalla maggior parte dei suoi lavori: dai funghi rotanti appesi al soffitto della Fondazione Prada nel 2000 ai cinque scivoli in acciaio “Test Site” installati nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra nel 2006, fino ad arrivare alla sua mostra più recente, Soma, presso l’Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart di Berlino.
L'installazione

Ci siamo sentiti un pò bambini al Luna Park, tra le luci colorate delle giostre e l'allestimento esterno: strutture di legno con lampade cinesi multicolor, come banchetti per il buffet di benvenuto. Ma non solo: per rendere l'atmosfera ancora più "infantile", ecco il tipico carretto dei pop corn, con quell'odore di olio e il suono del mais che scoppia; lecca lecca multicolor giganti e, l'omino dello zucchero filato. Mi ha dato il bastoncino dicendo: "questo zucchero e magico". E come per magia i miei ricordi mi hanno portato alla mia infanzia, quando ero piccola e andavamo con mamma e papà a Piazza Navona, durante il periodo di Natale.. e non era festa, se non si mangiava lo zucchero filato..
Questo significa essere parte dell'opera!
E poi gli amici che arrivano in ritardo e si brinda, si mangia un dolce, si ride e si balla, con una band jazz che coinvolge anche il visitatore più chic. Si canta sulle note di tromba di "when the saints go marching in" e si applaude, tra una manciata di pop corn e un prosecco. E poi dentro le sale cercando di capire almeno un pò del significato di queste opere d'arte contemporanea, che forse suscitano in noi un pò di ilarità (sarò perchè sono le 11 di sera e abbiamo un pò di bollicine in corpo?). 

Ma non importa, l'arte va vissuta anche con le risate, se sono quelle che poi ti faranno rievoca un'emozione, proprio quella che vuole trasmettere un'opera d'arte.. 

1 commento:

  1. vivedo bene su quello che si chiamava 2il calcinculo"

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