In questi giorni, ponendomi domande sul futuro, è rientrata un'idea che era stata fuori dal mio cervello per un pò. Così mi sono rimessa a fare un pò di ricerche, a vedere cose in rete e a ricordare quello che facevo io anni fa..
Così mi è venuta l'idea per questo post: ReMida. Cos'è? Non stiamo parlando della favola del re che trasformava in oro tutto quello che toccava.. ma ci avviciniamo!
ReMida È un progetto culturale nato a Reggio Emilia nel 1996, promosso da IREN Emilia e Comune di Reggio Emilia e gestito dall’Associazione Amici di Reggio Children, per promuovere un
nuovo modo di pensare all’ecologia attraverso la valorizzazione degli
scarti come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa
che rispetta l’ambiente. Lo scopo di ReMida è quello di ridare nuova
vita, con riutilizzo creativo, a materiali che altrimenti
verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore.
Il progetto ReMida rappresenta un modo nuovo, ottimistico e propositivo
di vivere l’ecologia e di costruire il cambiamento valorizzando
materiali di scarto, i prodotti non perfetti e oggetti senza valore, per
accedere all’idea di nuove possibilità di comunicazione e creatività,
in una nuova logica di rispetto dell’oggetto, dell’ambiente e dell’uomo.
Più precisamente REMIDA è una sorta di emporio-magazzino dove i materiali raccolti in oltre 175 aziende sono adeguatamente esposti e messi a disposizione gratuitamente a scopo didattico e creativo. Il Centro movimenta ogni anno 21 tonnellate di scarti.
Bottoni, materiale plastico, lana, libri.. sono tutti a disposizione
di scuole, enti sociali o culturali, associazioni culturali che operano
sul territorio reggiano. Si calcola che circa 4.000 persone l’anno fruiscano dei materiali di ReMida
e che 3.000 visitatori, tra insegnanti, politici, amministratori,
studenti, ambientalisti o giornalisti passino di qui da tutta Italia.
E allora, che c'entro io??
Mi piacerebbe poter iniziare a realizzare qualche laboratorio ad hoc, avere la possibilità di entrare nelle scuole o con le associazioni e proporre le iniziative di ReMida.
QUALCUNO DI VOI VUOLE ESSERE CON ME? Tra poco inizierò a contattare chi di dovere e a stilare un programma. Non siate timidi, fatevi avanti con idee o solo con la vostra persona.. di cose da fare, ce ne sono davvero tante!!
Per tutte le info, potete cliccare QUI e QUI
Un pò di cose, idee, opinioni e fotografie.. un posto per me e per voi!! Benvenuti e buona lettura!
A lot of things, ideas, opinions and pictures.. a place for me and for you!! Welcome and good reading!
Un montón de cosas, ideas, opiniones y fotos .. un lugar para mí y para ti! Bienvenidos y feliz lectura!
Marta
A lot of things, ideas, opinions and pictures.. a place for me and for you!! Welcome and good reading!
Un montón de cosas, ideas, opiniones y fotos .. un lugar para mí y para ti! Bienvenidos y feliz lectura!
Marta
venerdì 1 giugno 2012
mercoledì 30 maggio 2012
Era il 1976.
"E' UFFICIALE: La parata militare del 2 giugno, quest'anno, non si
svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una
nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave
sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al
nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a
via dei Fori imperiali.
11 Maggio 1976"
Cari, vi copio il testo di una nota del 1976, che ufficialemente bloccava la parata del 2 giugno, a causa del terremoto del Friuli.
C'è un modo per far sentire la nostra voce, affinchè anche quest'anno possa non essere svolta?
Monti dice che la parata sarà in onore dei morti.. ma a che scopo?
Dai social network le provocazioni sono tante. E oltre ad aiutare economicamente, si può anche donare il sangue o informarsi per dare una mano (io non posso donare!).
Amici, rimbocchiamoci le maniche e facciamo vedere quanto l'Italia vale quando è un paese unito..
11 Maggio 1976"
Cari, vi copio il testo di una nota del 1976, che ufficialemente bloccava la parata del 2 giugno, a causa del terremoto del Friuli.
C'è un modo per far sentire la nostra voce, affinchè anche quest'anno possa non essere svolta?
Monti dice che la parata sarà in onore dei morti.. ma a che scopo?
Dai social network le provocazioni sono tante. E oltre ad aiutare economicamente, si può anche donare il sangue o informarsi per dare una mano (io non posso donare!).
Amici, rimbocchiamoci le maniche e facciamo vedere quanto l'Italia vale quando è un paese unito..

martedì 29 maggio 2012
Louis Vuitton - Marc Jacobs (mostra a Parigi)
Questa mostra presenta la storia di due personalità, Louis Vuitton e Marc Jacobs (direttore creativo di Louis Vuitton), e mette in evidenza il loro contributo al mondo della moda. Praticamente la storia della griffe a partire dal 1854, anno della sua fondazione, ai giorni nostri, raccontata con una grande mostra al Musée des Arts Décoratifs fino al 16 settembre 2012.
Come hanno fatto questi due uomini, ad appropriarsi dei fenomeni e dei codici culturali al fine di scrivere la storia della moda?
Questo parallelo Vuitton - Jacobs fornisce delucidazioni sul sistema della moda nel corso di questi due periodi che sono l'industrializzazione della fine del XIX secolo e la globalizzazione dei primi anni del ventunesimo secolo. Le opere - accessori sono artigianato, tra progressi tecnici, collaborazioni stilistiche e creative.
Distribuita su due livelli, ogni piano è dedicato ad uno dei creatori in una messa in scena di Sam Gainsbury e Joseph Bennett.
Al primo piano l'universo di Louis Vuitton in cui i bauli (realizzati dal 1854 al 1892, dalla Tela Grey Trianon al Monogramma) sono esposti insieme alle collezioni di moda e accessori del XIX Secolo di proprietà del Musée des Arts Décoratifs, raccontando l'evoluzione del costume e della storia del viaggio accompagnata dalle invenzioni di Louis che, per primo tra i costruttori di abuli parigini, si specializzò nella "costruzione di bauli e confezioni per la moda".
Il secondo piano, dedicato all'universo di Marc Jacobs, ripercorre gli ultimi quindici anni della sua carriera da Louis Vuitton. I visitatori sono accolti da un grande "moodboard" di video/foto che raccolgono le ispirazioni del Direttore Artistico per proseguire con la scoperta di una gigantesca "chocolate box" (scatola di cioccolatini) che racchiude 53 borse creata da Marc Jacobs per Louis Vuitton.
Un appuntamento imperdibile per tutte le appassionate di moda e storia della moda.
Per saperne di più, ecco il sito!!
Come hanno fatto questi due uomini, ad appropriarsi dei fenomeni e dei codici culturali al fine di scrivere la storia della moda?
Questo parallelo Vuitton - Jacobs fornisce delucidazioni sul sistema della moda nel corso di questi due periodi che sono l'industrializzazione della fine del XIX secolo e la globalizzazione dei primi anni del ventunesimo secolo. Le opere - accessori sono artigianato, tra progressi tecnici, collaborazioni stilistiche e creative.
Distribuita su due livelli, ogni piano è dedicato ad uno dei creatori in una messa in scena di Sam Gainsbury e Joseph Bennett.
Al primo piano l'universo di Louis Vuitton in cui i bauli (realizzati dal 1854 al 1892, dalla Tela Grey Trianon al Monogramma) sono esposti insieme alle collezioni di moda e accessori del XIX Secolo di proprietà del Musée des Arts Décoratifs, raccontando l'evoluzione del costume e della storia del viaggio accompagnata dalle invenzioni di Louis che, per primo tra i costruttori di abuli parigini, si specializzò nella "costruzione di bauli e confezioni per la moda".
Il secondo piano, dedicato all'universo di Marc Jacobs, ripercorre gli ultimi quindici anni della sua carriera da Louis Vuitton. I visitatori sono accolti da un grande "moodboard" di video/foto che raccolgono le ispirazioni del Direttore Artistico per proseguire con la scoperta di una gigantesca "chocolate box" (scatola di cioccolatini) che racchiude 53 borse creata da Marc Jacobs per Louis Vuitton.
Un appuntamento imperdibile per tutte le appassionate di moda e storia della moda.
Per saperne di più, ecco il sito!!
lunedì 28 maggio 2012
Lo chef consiglia: cucina siciliana (il mio aperitivo)
Ieri,
domenica, aperitivo in un posto delizioso al centro di Roma, aperto
da poco e culla delle cucina siciliana. Non vi dirò qual'è, ma vi
voglio raccontare quello che ho mangiato.
Innanzi tutto, per parlare di cucina siciliana, bisogna conoscere le diverse civiltà che si sono avvicendate nella dominazione dell'isola, che hanno lasciato dal punto di vista gastronomico, un'eredità che si è mantenuta nell'arco dei secoli.
Adagiata
al centro del Mediterraneo, fra Tirreno e Ionio, fin da epoche remote
la Sicilia è stata un approdo naturale per i navigatori e i
commercianti. La sua speciale posizione geografica ha favorito
l'incontro di popoli e civiltà: la mitezza del clima, la fertilità
del terreno e la pescosità dei suoi mari hanno ispirato eccezionali
connubi di ingredienti locali e importati.
E' nata così una
gastronomia che raccoglie le tracce di diverse culture avvicendatesi
in questo territorio tanto conteso.
La Sicilia venne colonizzata dai Fenici, ( VIII secolo a.C.) ai quali seguirono i Cartaginesi e i Greci. Quest’ultimi hanno lasciato un segno ben preciso nella tradizione culinaria: introdussero vari tipi di pane, alcuni trattamenti delle olive, la salatura della ricotta, per poterla conservare più a lungo, il miele (quindi l’allevamento) e molto probabilmente fecero conoscere il vino.
Nel III secolo a.C. la Sicilia divenne una delle principali provincie romane e fu definita il “granaio di Roma”. Questa dominazione non portò particolari vantaggi, anche se la pesca e l’allevamento degli ovini ebbero un certo incremento. Dal lato gastronomico i Romani fecero conoscere l’uso di farcire pesci e verdure, la maestria nel preparare le salsicce e quella di conservare la neve dell’Etna per confezionare preparazioni a base di frutta.
Tra il V e VI secolo d.C. la Sicilia cadde sotto la dominazione dei Vandali e degli Ostrogoti i quali non lasciarono tracce gastronomiche. Successivamente la Sicilia passo sotto il dominio Bizantino che ne mantenne il controllo per circa tre secoli. Il loro influsso artistico è stato indiscutibile, dal lato gastronomico non si sono distinti in modo particolare.
E' nel 965 che gli Arabi divengono veri e propri padroni dell'Isola. Introducono la canna da zucchero, il riso, gli agrumi e l'uso, fino ad allora sconosciuto, delle droghe. La Pasticceria diviene grandissima e nasce la celebre cassata e la "cubbaita", un dolcissimo torrone di miele, semi di sesamo e mandorle. In una splendida collaborazione gastronomica tra arabi e siciliani, nasce una sorta di cucina arabo-sicula la cui influenza si estende a tutto il bacino occidentale del Mediterraneo.
Gnam..
che fame a sentir parlare di spezie, pane e focacce!! Ma che cosa ho
mangiato io ieri? Tante specialità.. e per voi, solo per voi, un
paio di ricette facili per poter riproporre questi piatti golosissimi
(si, anche io dovrò cimentarmi, ma non mancherò! Sapete che mi
piace cucinare..
Panelle
- 500 gr di farina di ceci
- 1 litro e 1/2 di acqua
- 1/2 cucchiaio raso di sale
- pepe
- prezzemolo o semi di finocchietto selvatico
- olio di semi
Panelle
- 500 gr di farina di ceci
- 1 litro e 1/2 di acqua
- 1/2 cucchiaio raso di sale
- pepe
- prezzemolo o semi di finocchietto selvatico
- olio di semi
In un litro e mezzo di acqua fredda fate sciogliere 500 gr di farina di ceci, il sale e pepe, mescolando molto bene.
Può essere utile usare una frusta per evitare la formazione di grumi. Mettere la pentola sul fuoco e mescolare a lungo, finchè l'impasto è diventato compatto e si stacca dai bordi della pentola.
E' un'operazione faticosa ma è fondamentale che la farina sia ben cotta. Aggiungere del prezzemolo tritato o, se si preferisce un sapore più deciso, una manciata di semi di finocchietto selvatico.
Togliere la pentola dal fuoco e dare all'impasto la forma di panelle, cioè fettine rettangolari o circolari di circa mezzo centimetro di spessore. Per far ciò spalmare un pò d'impasto su un piatto piano procedendo dal centro verso l'esterno e avendo cura di mantenere costante lo spessore.
Staccare l'impasto e ricavarne 6 o 9 panelle. Continuare fino ad esaurimento dell'impasto e poi friggere le panelle in abbondante olio di semi ben caldo.
Involtini
di melanzane alla siciliana
-
melanzane 2 di media grandezza
-
pangrattato 200g
-
filetti d’acciuga sott’olio 5
-
pecorino grattugiato 2 cucchiai
-
primosale non stagionato 100g (a dadini)
-
aglio 1 spicchio
-
salsa di pomodoro 500 ml
-
basilico e/o menta 1 ciuffo
- olio
- sale e pepe qb
- olio
- sale e pepe qb
Lasciar soffriggere in una padella uno spicchio d’aglio, aggiungere dei pomodorini tagliati a dadini, condire con sale e pepe, unire il primosale, ed infine unire il pangrattato; a conclusione spezzare alcune foglie di menta. Preparare le fette di melanzane (a piacere possono essere fritte o alla piastra), con al centro un pò di composto preparato, chiudendo tutto quanto ad involtino. Sistemare gli involtini preparati in una teglia oleata e passarla con il pangrattato e la mozzarella, aggiungendo un altro pò di pomodorini sempre a dadini, menta, sale e pepe. Lasciare in forno fino a quando la mozzarella non si è sciolta del tutto. A scelta, si può aggiungere al composto che va dentro le melanzane anche un pò di uvetta o dei pinoli tritati.
giovedì 24 maggio 2012
Era una di quelle cose che conoscevo per nome, ma mai ero davvero entrate nella home.
Ma ora lo conosco.
Signori e signore, ecco a voi Pinterest: basato sull'idea di creare un catalogo on-line, Pinterest permette agli utenti di creare bacheche per gestire la raccolta di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva infatti dall'unione delle parole inglesi pin (appendere) e interest (interesse).
I social network, dopo essere nati per mettersi e rimanere in contatto con parenti, amici e conoscenti, si sono evoluti diventando uno strumento per condividere le nostre cose e quelle trovate online. I social network, hanno alcune difficoltà, in particolare nel condividere alcune cose, complicando la possibilità di trovare cose che ci interessano. Partendo da questo, nel marzo del 2010 è stato messo online Pinterest, un nuovo sistema per condividere contenuti online che a distanza di un paio di anni ha cominciato a raccogliere molto interesse, da parte degli utenti e dei mezzi di comunicazione..
Ma vediamolo da vicino. Cos'è? Pinterest è un sito web con un obiettivo ambizioso: mettere in contatto tutte le persone del mondo attraverso le cose che ritengono interessanti. In pratica, il servizio è una enorme bacheca sulla quale gli utenti possono fermare con una puntina fotografie, video, appunti, ricette e altro, come si faceva una volta con i pannelli di sughero e gli spilli o con i magneti sul frigorifero. I vari contenuti vengono catalogati a seconda degli argomenti e possono essere condivisi con gli altri iscritti al servizio.
Ma.. come funziona? Per consultare Pinterest basta navigare all’interno delle sue categorie, ma per poter inserire nuove cose bisogna essere registrati al portale. Il sistema è ancora in fase di sperimentazione e per questo motivo le iscrizioni sono limitate: chi lo desidera lascia il suo indirizzo email e aspetta di ricevere un invito per completare l’iscrizione. Dopo aver attivato l’account è possibile personalizzare il proprio profilo e installare un segnalibro, un sistema per rendere più facile l’aggiunta di nuovi contenuti mentre si naviga nel Web. Pinterest serve infatti per caricare cose originali, come le proprie foto, o per condividere altri contenuti trovati online.
La bacheche. Come si gestiscono? Ogni immagine può essere catalogata e taggata per trovarla più facilmente. In questo modo, un appassionato di X, può arrivare alla bacheca e condividere il proprio interesse con chi l’ha creata.
Per farla breve, Pinterest è lo specchio del Web dei nostri tempi. Il vero riflesso della nostra società e della nostra voglia di essere sempre on-line, sempre sulla bocca di tutti. Perché è inutile girarci intorno: vogliamo sempre di più ma abbiamo sempre meno tempo (e attenzione) per leggere. Lo dimostra, fra le altre cose, il successo che riscuotono le cosiddette infografiche (è una tecnica nata dall'incrocio tra informatica e arti grafiche. Le immagini sono sia calcolate sia prodotte tramite computer; inoltre sono elaborate su palette grafiche elettroniche. Questa tecnica permette di ottenere immagini spesso realistiche in 2D o 3D, animate o fisse), dove c'è ben poco da leggere, ma molto per farsi capire, con il (nostro) minimo sforzo.
Ps: per il momento non prevedo un account Pinterest.. ma nella vita non si sa mai!!
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